
Audit dei processi e roadmap AI a 90 giorni
Sai su cosa investire, e soprattutto su cosa non investire.
Prenota una call gratuitaPrima di costruire qualcosa, capire dove conviene. Audit dei processi, roadmap con priorità e costi, formazione del team e infrastruttura per far girare l'AI in azienda.
- Investimento
- Da poche migliaia di euro
- Tempi
- Audit e roadmap in 3-4 settimane
- Per chi
- PMI che hanno capito che devono muoversi sull'AI ma hanno dieci idee e nessun criterio per ordinarle, o che devono mettersi in regola con l'AI Act.
Cosa comprende
- Audit dei processi con stima di ore e costi per ciascuno
- Roadmap a 90 giorni con priorità, costi e ritorno atteso
- Formazione del team, richiesta dall'Art. 4 dell'AI Act
- Modelli self-hosted e integrazioni quando i dati non devono uscire
Il problema che risolve
Quasi nessuna PMI parte da zero idee sull'AI. Di solito ne ha dieci, sentite in fiera, lette su LinkedIn o suggerite da un fornitore. Il problema non è trovare cosa fare, è capire quale delle dieci ripaga per prima e quali sono da lasciare perdere.
Senza quel criterio succede la cosa che vediamo più spesso: si parte dal progetto più visibile invece che da quello più utile, si spendono sei mesi, e il risultato è una dimostrazione che nessuno usa.
Cosa facciamo
L'audit misura i processi, non le tecnologie. Guardiamo dove finiscono le ore, quante persone toccano ogni passaggio, dove si ferma il lavoro in attesa di qualcuno e quanto costa oggi quel tempo. Da lì esce una lista ordinata: cosa conviene automatizzare adesso, cosa conviene dopo, cosa non conviene per niente.
La roadmap a 90 giorni traduce quella lista in interventi con costi e ritorno atteso. È scritta perché tu possa decidere, anche di non procedere con noi.
Sulla formazione lavoriamo con chi userà davvero gli strumenti, non con la direzione soltanto. Dal 2 febbraio 2025 l'articolo 4 dell'AI Act richiede un livello adeguato di alfabetizzazione sull'AI per chi opera questi sistemi, quindi è un obbligo, ma è anche la parte che decide se il progetto verrà adottato o abbandonato.
Quando serve, costruiamo l'infrastruttura: modelli self-hosted, integrazioni con i sistemi esistenti, e i controlli perché i dati sensibili non escano dall'azienda.
Un caso reale
Per SPAPPERI NT, azienda di macchine agricole, la parte infrastrutturale ha pesato quanto quella visibile: l'assistente Gaia gestisce sette lingue, e la conformità GDPR ha richiesto 21 aggiornamenti su 3 documenti moltiplicati per 7 lingue, chiusi senza una singola anomalia e senza downtime percepito al rilascio in produzione. Il lavoro che non si vede è quello che decide se un sistema resta acceso.
FAQ
Perché pagare un audit invece di partire subito con un progetto? Perché il progetto sbagliato costa più dell'audit. Nella maggior parte delle aziende il processo che sembra più urgente non è quello con il ritorno più alto, e senza una stima di ore e costi per processo la scelta si fa a sensazione. Se hai già chiaro dove intervenire, l'audit non serve e te lo diciamo.
Cosa consegnate esattamente alla fine dell'audit? Una mappa dei processi con le ore che consumano oggi, una lista di interventi ordinati per rapporto tra ritorno e sforzo, una stima di costo per ciascuno e una roadmap a 90 giorni. È un documento che puoi usare anche per chiedere un preventivo a qualcun altro, non un lucchetto.
La formazione serve davvero o è un adempimento? È entrambe le cose. L'articolo 4 dell'AI Act obbliga alla AI literacy dal 2 febbraio 2025, quindi è un adempimento. Ma è anche la variabile che decide se gli strumenti che installi vengono poi usati: la maggior parte dei progetti AI che si fermano si fermano perché nessuno li ha adottati, non perché il software non funzionava.
Possiamo tenere i dati dentro l'azienda? Sì. Quando i dati sono sensibili o i contratti con i clienti lo impongono si lavora con modelli self-hosted sulla vostra infrastruttura. Costa di più in setup e in gestione, e non ha senso farlo per default: si sceglie quando c'è una ragione precisa.
SPAPPERI NT S.r.l.21 aggiornamenti GDPR su 3 documenti in 7 lingue, 0 anomalieLeggi il caso studio